Come nasce un castello

come-nasce-un-castelloIl castello di Gradara, per la sua posizione, ha controllato fin dalla sua costruzione tutti i passaggi di merci e persone su un territorio molto vasto, che addirittura arrivava fino al mare Adriatico. Probabilmente costruito su una torre di avvistamento più antica e utilizzata in parte come “base” del successivo castello, ricalca per lo più la modalità di edificazione comune a tutti i castelli d’Italia.

Innanzitutto, una premessa: la parola castello viene dall’originale latino “castrum”, che indicava non già una fortificazione ma l’accampamento militare degli antichi romani, spesso difeso da più di una protezione muraria ma di legno, e a volte dotato di fossato. Era considerato il luogo meglio protetto e più sicuro, e questo concetto è continuato attraverso la storia, quando l’Impero Romano è caduto ma è rimasta la necessità di difendersi dagli attacchi di predoni, briganti o eserciti nemici.

Gli antichi romani conoscevano l’arte delle mura difensive, ma queste potevano essere aggirate e diventare una trappola: il castello con le sue difese “chiuse”, se non per le porte di accesso, diventa la naturale evoluzione delle torri di avvistamento singole, anche queste molto comuni a Roma. Proprio quelle spesso sono il cosiddetto “maschio”, la torre centrale e più imponente che viene incorporata all’interno di un castello più grande: la Torre del Filarete nel Castello Sforzesco di Milano oppure la torre rotonda nello spettacolare castello di Santa Severa vicino a Civitavecchia sono due esempi che saltano subito alla mente.

Si associa l’idea di castello al periodo medievale, ma questa forma architettonica è rimasta molto popolare anche in altre epoche: molti sono stati costruiti per esempio nel diciannovesimo secolo, in luoghi raggiunti da eserciti che volevano proteggere territori lontani e difficili da raggiungere, come molti castelli presenti nel nord dell’Africa o in Asia in conseguenza delle politiche coloniali di diversi imperi, come quello britannico.

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