Paolo e Francesca… E altri amori tragici

paolo-and-francesca-and-other-tragic-lovesLa storia di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta potrebbe essersi consumata fra il 1283 e il 1285: l’incertezza è data dal fatto che l’increscioso legame, scandaloso ancora di più perché legato al potere dei signori di Rimini, fu censurato dai coevi per evitare di mettere in cattiva luce i Malatesta. Dante fu tra i pochi a volerne parlare, commosso probabilmente per le somiglianze con il proprio legame infelice (ma mai consumato) con Beatrice.

Invece, ammantatasi di leggenda, per secoli la loro infausta vicenda è stata ritenuta una fiaba tragica, niente più che un racconto simile a tanti altri con protagonisti due innamorati infelici. Ovviamente i primi a venire alla mente sono Romeo e Giulietta, immortali grazie a William Shakespeare ma ispirati pesantemente al Mariotto e Ganozza di Masuccio Salernitano, testo scritto nel 1476: Masuccio potrebbe aver ascoltato vecchi racconti su Paolo e Francesca decidendo di narrarli a modo suo, ma è più probabile che abbia a sua volta saccheggiato storie tristi e celeberrime come quella di Ero e Leandro oppure di Piramo e Tisbe, presente nelle Metamorfosi di Ovidio.

Presso gli antichi romani erano noti Sofonisba e Massinissa, quest’ultimo un re berbero che si innamorò della figlia di Asdrubale… ma già sposata con Siface. Alla loro storia, realmente accaduta, si ispirò Vittorio Alfieri per una popolare tragedia. Va detto che per ricostruire tutte queste storie, visitare i luoghi dove si sono svolte e documentarsi, ci sarebbe bisogno di una consistente somma di denaro: provare a finanziare con i servizi di nuovacasino.it questa passione turistico-letteraria potrebbe essere un’eccellente idea!

Un’altra storia simile a quella di Paolo e Francesca è quella di Ugo e Parisina: ancora più interessante per il fatto che Parisina era una Malatesta come Paolo. Il dramma si consumò a Ferrara, dove Parisina viveva in quanto seconda moglie di Niccolò III d’Este – mentre Ugo era il figlio di primo letto di quel signore. Come prevedibile, matrigna e figliastro si innamorarono e Niccolò li fece uccidere: i loro fantasmi ora, si dice, sono intrappolati nel castello Estense di Ferrara.

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